È difficile resistere alla tentazione di non dire nulla su mafia e chiesa, su soldi e affari, giusto quando un Papa visita la mia Città. Ecco, quindi, la mia consueta, ma stavolta informale, lettera aperta al Papa in visita a Palermo.

Caro Pontefice, mi permetto con Te un tono informale che col Tuo predecessore non ho usato: mi serve per semplificare il concetto, per arrivare al punto. Ed il punto è questo: il prossimo 15 settembre non venire a Palermo, non venire a rendere omaggio alla memoria di un prete, Pino Puglisi, che la curia e la città che Ti ospiteranno hanno ignorato e che continuano ad ignorarne i principi di vita.

Vedi, caro Papa, Tu sei un Capo di Stato ed il Capo della Chiesa Cattolica, amministri leggi terrene ed anime a Dio votate, intervieni su tutti gli argomenti che riguardano la vita degli uomini su questa Terra e provi a rendere meno tragica la dipartita, ma ancora non Ti occupi del cerchio magico che Ti gira intorno. Ancora non riesci a controllare gli avvoltoi che svolazzano sulle cose di chiesa, non controlli i trolls che saltellano sul fango del dio denaro: non so se Tu non li vedi, ma stai certo che gli escrementi dei volatili arrivano dall’alto e che gli schizzetti di fango arrivano pure alla Tua bianca veste.

Che intendi fare?

Al Tuo predecessore chiesi di applicare in modo diverso la punizione della scomunica per i mafiosi (qui la richiesta) ed era mia intenzione chiedere la stessa cosa anche a Te.

Se la mafia continua a martoriare la mia Città e la mia Terra, i mafiosi, i collusi, i favoreggiatori, gli ignavi, stanno ancora lì ed anzi aumentano, perché non avrei dovuto chiedere un intervento risolutivo a Te che vieni proprio per onorare la memoria di Padre Pino Puglisi, che per liberarci dalla cultura della mafia è stato da questa assassinato?

Ero pronta a farlo, ma mi sono convinta del contrario: non Te lo chiedo, le condizioni non sono più le stesse.

Ti chiedo provocatoriamente altro: se sarai a Palermo, il prossimo 15 settembre, se andrai a vedere i luoghi del martirio di quel povero uomo di Puglisi, annulla tutte le scomuniche ai mafiosi, abbraccia il “fratello” mafioso come i Tuoi galoppini lo abbracciano quotidianamente e con il quale scambiano generosi doni; permetti a preti, politici, professionisti, commercianti, gente accecata dalla brama di potere, di continuare ad utilizzare i servigi dei mafiosi; santifica i mafiosi e coloro che si rendono colpevoli del reato di associazione mafiosa, di favoreggiamento alla mafia, di collusione.

Poni fine all’ipocrisia.

Gli uomini e le donne che si dicono di chiesa si faranno in quattro per la Tua visita, in vista dei ricchi premi e cotillons che divideranno con chi beneficerà della Tua visita: Papa, sto parlando dei soldi non di un posto in paradiso, capiamoci! Lo sai che per l’ultima visita di un Papa a Palermo nacque un’inchiesta giudiziaria per ruberie, chiamiamole così, varie?

I cattolici praticanti, quelli che vanno a Lourdes ogni anno, quelli che volontariamente prestano la loro opera professionale per le Tue visite, tutti quelli che sotto il Tuo palco si batteranno il petto, sappi che di Te non gliene importa nulla e figuriamoci quanto gli importa del Padre Pino Puglisi: sono come quelli che gioiscono per un terremoto catastrofico perché sanno che avranno l’appalto della ricostruzione.

Sicuro di volerli incontrare?

Rischi persino di essere immortalato mentre abbracci, baci, stringi la mano ad un mafioso che “pareva una persona perbene”: non è bello avere questi ricordi fotografici. Vuoi essere ricordato come il Papa dei mafiosi?

Questa città non è cambiata, non vuole cambiare. Senza andare lontano, dalla morte di Puglisi ad oggi, lo schifo regna imperante: a tutti i livelli, la corruzione, il malaffare, la mafiosità, pare essere la normalità.

Questa città è l’inferno, l’inferno da cui la Tua Chiesa consiglia di tenersi lontani. Anche se Ti diranno che oggi più che mai la città è cultura, fidati è solo cultura infernale (o inferno culturale, fai Tu).

Che vieni a fare qui? Se scendi all’inferno non puoi tornare indietro, se riesci ad uscirne sarai bruciacchiato e sporco per sempre.

Diceva Puglisi “se ognuno fa qualcosa”, ecco, caro Papa, una cosa la puoi fare anche Tu: puoi veramente rendere omaggio a Padre Pino Puglisi, annullando la Tua visita, sconsando il gioco ai battitori di petto. Raccogliti in preghiera a casa Tua.

Fidati, è cosa buona e giusta.

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